Trovi difficile aprirti con gli altri?
Forse ti senti a disagio quando le persone esprimono le loro emozioni. O magari tendi a considerarti più razionale che emotivo. Se ti riconosci in queste descrizioni, è possibile che tu stia vivendo un blocco emotivo. In questo articolo, vedremo quali sono i sintomi e le cause del blocco emotivo e come superarle.
Cos’è il blocco emotivo?
Quando una situazione ci colpisce profondamente dal punto di vista emotivo, la nostra mente attiva un meccanismo di difesa che ci permette di sopravvivere: questo è conosciuto come blocco emotivo. In questo modo attenuiamo l’impatto della situazione e ci proteggiamo dal dolore.
Il blocco emotivo spesso si verifica quando siamo costretti ad affrontare una situazione molto intensa dal punto di vista emotivo, ma non abbiamo gli strumenti psicologici per gestirla. In questi casi, la nostra mente preferisce ritirarsi, smettere di pensare a ciò che è accaduto ed evitare ulteriori sofferenze.
Pensa, ad esempio, se nel corso della tua vita ti è capitato di vivere queste situazioni:
Dovevi tenere un discorso importante e le parole semplicemente non volevano uscire. Hai vissuto una situazione così scioccante da lasciarti paralizzato. Hai ricevuto una notizia così brutta che ti sono serviti diversi giorni per accettare ciò che era successo. Non sei riuscito a riprenderti da una rottura sentimentale. Hai perso una persona importante e non riuscivi ad andare avanti. Tutti questi sono esempi di blocchi emotivi.
Quando siamo emotivamente bloccati, smettiamo di pensare in modo chiaro e, a volte, non riusciamo nemmeno a reagire fisicamente: semplicemente restiamo immobili. Infatti, dobbiamo ricordare che in natura la paralisi è una risposta protettiva di fronte alla paura estrema, quando sentiamo che è impossibile fuggire dalla situazione.
Di solito, dopo un certo periodo di tempo, riusciamo a riportare alla luce questi contenuti emotivi repressi, elaborarli e integrarli nella nostra storia di vita; in altre parole, accettiamo ciò che è successo e andiamo avanti. Il problema inizia quando non riusciamo a liberarci da questo blocco emotivo perché, anche se questi contenuti dolorosi non sono attivi nella nostra mente cosciente, affondano le proprie radici nel nostro passato e continuano a condizionare la nostra vita.
Le cause del blocco emotivo
Il blocco emotivo può avere diverse cause, a seconda del momento in cui si manifesta nel nostro percorso evolutivo. Può essere scatenato o riportato alla memoria da un evento scatenante, oppure ancora essere sintomo di altri disturbi o patologie.
Anche se si manifesta in modo diverso da persona a persona, esistono infatti alcune cause comuni che possono scatenarlo:
- condizioni di salute mentale come depressione o ansia: uno degli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici per la depressione è l’apatia, cioè le emozioni non vengono percepite con la stessa intensità di prima.
- Alessitimia: è un tratto della personalità che provoca gravi difficoltà nell’identificare, elaborare ed esprimere le emozioni.
- Schizofrenia: i pazienti con diagnosi di schizofrenia sono particolarmente colpiti dai sintomi negativi del disturbo, come l’appiattimento affettivo, che riduce notevolmente l’intensità delle emozioni e dei sentimenti, portando a una sorta di “attenuazione” emotiva.
- Consumo eccessivo di alcol: l’alcol influenza l’attività dei neurotrasmettitori nel cervello, modificando il modo in cui una persona sente, pensa o si comporta.
- Disturbo borderline di personalità (BPD): nei momenti di forte stress, la persona con questo disturbo può dissociarsi, sentirsi emotivamente svuotata oppure distaccarsi dal proprio corpo e dalla propria mente.
- Disturbo da stress post-traumatico (PTSD): un evento traumatico può cambiare la percezione di sé stessi e degli altri. Le persone con PTSD hanno difficoltà a elaborare l’evento e le emozioni ad esso associate. Nella maggior parte dei casi cercano di reprimere dalla mente i ricordi legati all’evento.
- Trascuratezza emotiva durante l’infanzia: quando il genitore o il caregiver punisce o scoraggia l’espressione emotiva del bambino, questo, crescendo, impara che esprimere le emozioni è qualcosa di sbagliato.
- Norme culturali o norme di genere: in alcune società l’espressione delle proprie emozioni o della propria sessualità è ancora scoraggiata per motivi culturali o religiosi.
Quali sono i sintomi del blocco emotivo?
Il blocco emotivo si può manifestare attraverso il nostro comportamento, attraverso il nostro vissuto o ancora attraverso manifestazioni fisiche e corporee.
I sintomi comportamentali ed emotivi più ricorrenti sono:
- Amplificazione delle emozioni negative che vengono percepite come intense o estreme senza una ragione apparente: profondo risentimento, senso di colpa, vergogna.
- Disturbi legati all’uso di sostanze.
- Diminuzione dell’autostima.
- Deterioramento delle relazioni con gli altri e mancanza di soddisfazione nelle relazioni.
- Mancanza di motivazione ad agire per cambiare.
- Isolamento; evitare persone o situazioni in cui non vuoi provare o affrontare determinate emozioni.
- Mancanza di chiarezza nella propria vita; sentirsi persi e incapaci di prendere decisioni che aiutino ad andare avanti.
Tra i sintomi fisici, i più frequenti sono:
- Malattie psicosomatiche: dolori fisici, problemi gastrointestinali e disturbi digestivi.
- In alcuni casi, sintomi fisici più gravi come ulcere allo stomaco, problemi della pelle, asma, colite e un generale indebolimento del sistema immunitario.
- Aumento di ansia, stress e preoccupazione (queste emozioni hanno anche sintomi fisici come respiro corto, problemi digestivi, gonfiore, sonno agitato, ecc.).
Quando il blocco emotivo ha radici nel passato
Il blocco emotivo o schema di inibizione emotiva indica, in Schema Therapy, una tendenza stabile a bloccare o controllare le proprie emozioni, soprattutto per paura delle conseguenze che potrebbero avere.
Chi presenta questo schema ha imparato, spesso fin da piccolo, che mostrare emozioni non è sicuro o non è accettabile.
Cosa causa lo schema di inibizione emotiva?
In generale, gli schemi maladattivi precoci si sviluppano durante l’infanzia quando una figura di riferimento principale non è in sintonia con i bisogni del bambino.
Il bambino impara che le manifestazioni emotive o i comportamenti emotivi verranno derisi, puniti, criticati o rifiutati. Inoltre, i caregiver possono educare in modo eccessivamente protettivo e rigido, scoraggiando comportamenti giocosi e spontanei.
Di conseguenza, il bambino impara a nascondere le proprie emozioni e a controllare o sopprimere il comportamento spontaneo per paura o vergogna.
Spesso i caregiver che creano questo schema nei loro figli hanno lo stesso schema, e quindi lo rafforzano ulteriormente attraverso il proprio esempio. In questi casi è comune che tutta la famiglia adotti la stessa visione delle emozioni, creando una dinamica malsana.
Come si manifesta lo Schema di inibizione emotiva nell’infanzia
I bambini con questo schema tendono a tenere nascoste le proprie emozioni e possono trovare difficile comprendere le emozioni degli altri.
Questa difficoltà può portarli a osservare gli altri bambini da lontano invece di partecipare alle attività. Di conseguenza, possono avere difficoltà a fare amicizia e preferire stare da soli.
Come si manifesta lo Schema di inibizione emotiva negli adulti
Gli adulti con questo schema tendono ad avere difficoltà a condividere le proprie emozioni con gli altri. Per questo possono apparire distanti, freddi o robotici.
In parte ciò può dipendere da una scarsa comprensione delle proprie emozioni, potrebbero non essere sicuri di ciò che provano e quindi trovare difficile riconoscere le emozioni negli altri.
Spesso queste persone scoprono di essere incapaci di provare emozioni intense, anche quando lo desiderano, per esempio in situazioni in cui una risposta emotiva è socialmente prevista, come ai funerali. Questo può portare a sentirsi vuoti, intorpiditi e generalmente indifferenti alla vita.
Per chi ha questo schema, l’idea di essere travolto dalle emozioni e perdere il controllo del proprio comportamento può essere molto spaventosa. Possono temere che, se lasciano uscire le proprie emozioni, soprattutto la rabbia, perderanno il controllo.
Questa ansia riguardo alla perdita di controllo può rendere difficile vivere il momento presente e reagire spontaneamente.
Le persone con questo schema si sentono anche a disagio o imbarazzate quando gli altri condividono i propri sentimenti o diventano emotivi, anche quando si tratta di emozioni positive. Questo può farle sentire emotivamente distaccate dagli altri, rendendo difficile creare e mantenere relazioni significative. Spesso tendono quindi a evitare o ritirarsi dalle relazioni.
Le strategie di coping caratteristiche dell’inibizione emotiva
A causa della soppressione delle emozioni e dei comportamenti spontanei, chi presenta questo schema probabilmente prova molto stress nella vita quotidiana. Per contrastare questo stato può sviluppare strategie di coping poco salutari, incluso anche l’abuso di alcol o droghe.
Quando lo schema di inibizione affettiva si attiva, le persone con inibizione emotiva tendono a reagire in tre modi principali o strategie di coping: evitamento, ipercompensazione o resa.
Evitamento
Questa strategia consiste nell’evitare tutto ciò che potrebbe attivare lo schema. Spesso questo implica evitare il contatto con gli altri, soprattutto quando è prevista un’espressione emotiva.
Poiché questo non è sempre possibile, chi utilizza questa strategia cerca di mantenere le relazioni a livello superficiale. Se stringe relazioni intime o strette, può evitare parole o gesti affettuosi o apparire emotivamente piatto.
Ipercompensazione
Chi utilizza questa strategia ipercompensa, cioè agisce in modo opposto alla sua convinzione di dover sopprimere emozioni e spontaneità.
In questi casi può diventare molto spontaneo o disinibito, agendo senza controllo o esprimendo le emozioni senza filtro. Questo comportamento è più frequente quando si è sotto l’effetto di alcol o droghe.
Resa
Chi utilizza questa strategia si arrende allo schema. Aderisce quindi alla convinzione di dover sopprimere emozioni e comportamenti spontanei. Interiormente può sentirsi vuoto e solo, mentre all’esterno appare calmo e controllato.
Cosa fare in presenza di uno schema di inibizione emotiva?
La Schema Therapy si focalizza sulla relazione terapeutica e sulle esperienze della prima infanzia allo scopo di mettere in discussione gli schemi maladattivi, come lo schema di inibizione emotiva. L’obiettivo è quello di esplorare i sintomi e le cause di questo schema e di individuare strategie adattive e funzionali per gestirlo.
Ecco alcuni spunti che potresti trovare utili:
Aumenta la consapevolezza di sé
Fai una lista dei momenti in cui è più probabile che tu inibisca le emozioni e il comportamento spontaneo. Ad esempio: succede più spesso al lavoro o nelle relazioni personali?
Una volta che sei consapevole delle situazioni in cui il tuo schema si attiva maggiormente, prova a connetterti con le tue emozioni.
Se all’inizio è difficile, prova a immaginare come reagirebbero altre persone nella stessa situazione.
Un’altra tecnica è scrivere un diario in terza persona, quasi come se stessi scrivendo un libro su qualcun altro. Quando diventa più facile, puoi passare a scrivere direttamente di come ti sentivi in quei momenti.
Sapere quando è più probabile che lo schema si attivi e praticare queste tecniche renderà più facile riconoscere e seguire le tue emozioni quando ti trovi in quelle situazioni.
Metti in discussione i tuoi pensieri
Chiediti quali sono davvero le conseguenze di mostrare le tue emozioni agli altri.
Ci sono solo conseguenze negative?
Oppure le emozioni, se espresse con rispetto, possono migliorare le situazioni?
Per esempio, le emozioni ci aiutano a:
- prendere decisioni
- capire gli altri
- lavorare bene in squadra
- creare senso di comunità
Fai una lista delle conseguenze positive dell’essere più aperti emotivamente e rileggila ogni volta che il tuo schema si attiva.
Allo stesso modo, quando decidi di esporti di più alle emozioni, prova a scrivere come pensi che andrà l’interazione e poi verifica se si realizza davvero. Nota i momenti in cui le cose non sono andate male e rileggili quando lo schema si attiva.
Vivi esperienze emotive
Molte persone con lo schema di inibizione emotiva pensano di non avere emozioni, ma non è così. In realtà questo è uno schema che abbiamo appreso durante l’infanzia e, come tale, può essere disimparato.
All’inizio può essere difficile permettersi di provare emozioni. Un primo passo può essere vivere le emozioni degli altri attraverso la narrativa, come libri o film.
Quando ti sentirai pronto, prova ad esporti ad esperienze emotive, soprattutto quelle gioiose. Un certo disagio sarà normale e può essere un segnale che stai andando nella direzione giusta.
Alcune attività che potresti inserire nella tua routine quotidiana possono essere ad esempio: la danza, le arti marziali, i giochi da tavolo, qualsiasi forma d’arte arte espressiva.
Alcune di queste attività possono essere fatte da soli, ma con il tempo prova a esprimerti di più anche con altre persone. Con la pratica diventerai meno inibito.
Condividi le tue emozioni
Una volta che impari a riconoscere e nominare le emozioni, prova a condividerle con le persone a cui tieni.
Inizia con piccoli passi. Per esempio:
- racconta qualcosa che ti ha reso felice quel giorno
- spiega perché ti ha fatto sentire così
Quando ti sentirai più a tuo agio, prova a condividere anche qualcosa che ti ha reso triste o arrabbiato.
Questo può essere più facile con persone che sono già a loro agio nell’esprimere le proprie emozioni.
Ricorda che essere più espressivi emotivamente non significa smettere di usare il proprio giudizio. Non è necessario essere vulnerabili con tutti e in alcune situazioni potrebbe essere persino inappropriato. Ad esempio, condividere le tue insicurezze più profonde con il tuo capo potrebbe non essere una buona idea!
Essere chiari su cosa sei disposto a condividere e con chi ti aiuterà a sentirti più sicuro quando si presentano queste situazioni.
Assicurati di condividere con persone supportive e aperte mentalmente.
Inizia un percorso di psicoterapia
Se le radici e le cause del tuo schema di inibizione emotiva affondano nel passato, potrebbe essere necessario un percorso che ti aiuti ad esprimerti in modo libero e spontaneo. Il luogo più adatto per ricevere questo aiuto è una relazione terapeutica che incoraggia tale atteggiamento e che ti fornisce gli strumenti necessari per gestire meglio pensieri ed emozioni.
Se ti riconosci nelle situazioni descritte contattami
Fonti:
Siegel, D. J. (2012). The Developing Mind: How Relationships and the Brain Interact to Shape Who We Are (2nd ed.). The Guilford Press.
J.Young, J. S. Klosko, M. E. Weishaar, Schema Therapy, Ed. Eclipsi
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